Intelligenza Artificiale Generativa per la vostra azienda
Come funziona, come parlarle, come metterla al lavoro. Una giornata su casi reali: comunicazione, produttività e le regole per farlo senza rischi.
Come funziona e limitiPromptingComunicazione e produttivitàStrumenti e regole
GNV Group · Milano · Lunedì 13 luglio 2026 · 09:30 – 18:00 Follow-up online: lunedì 20 luglio · 14:00 – 18:00
La giornata
Agenda “a moduli”
09:30Allineamento · riepilogo aggregato del questionario pre-formazione
10:00Modulo 1 · Come funziona l’AI (e dove non fidarsi)
11:15Pausa caffè
11:30Modulo 2 · Parlare bene con l’AI: prompting e personalizzazione
13:00Pausa pranzo
14:00Modulo 3 · Comunicazione e produttività (laboratori)
15:45Pausa caffè
16:00Modulo 4 · Quale strumento, con quali regole
17:15Wrap-up, checkpoint obiettivi e prossimi passi
09:30 – 10:00
Il nostro punto di partenza
Grazie per aver compilato il questionario pre-formazione: da lì emerge un quadro chiaro su strumenti, abitudini, dubbi e casi d’uso. Oggi partiamo da un riepilogo aggregato delle vostre risposte, per costruire una giornata utile al lavoro che fate ogni giorno.
Allineamento · 25 min
Specchio. Cosa emerge dal questionario
Confronto. “Vi riconoscete? Manca qualcosa?”
Impegno. Una cosa concreta da portare via oggi
5 min
Alzate la mano se…
… avete usato l’AI questa settimana
… vi ha fatto risparmiare tempo almeno una volta
… vi ha dato una risposta sbagliata, con tono sicurissimo
… avete esitato a incollare un documento pensando “chissà dove finisce”
Quello che alzate adesso è già il programma di oggi.
Questionario pre-formazione
Come usate l’AI oggi
Su 8 risposte, il quadro è chiaro: siete un team che con l’AI ci lavora già, non che la scopre adesso.
3
4
1
3 persone
La usano spesso, integrata nel lavoro quotidiano
4 persone
La usano quando serve, per compiti puntuali
ChatGPT, Gemini, NotebookLM e Canva AI li usa quasi tutti. Copilot, Gamma, Claude e Perplexity compaiono in risposte singole, per presentazioni, ricerca o scrittura.
Google Workspace e Canva
Vi sentite abbastanza a vostro agio: nel questionario i punteggi vanno da 3 a 5 su 5.
Media alta
Buona base per esplorare funzioni avanzate in sicurezza durante la giornata.
Dubbi segnalati
Cosa vi preoccupa
Nel form avete segnalato due paure ricorrenti. Vi riconoscete? Sono le stesse che sentiamo quando l’AI entra nei processi con dati sensibili.
L’allucinazione che suona vera
quasi tutti
Risposta fluida, tono sicuro: poi scopri che un passaggio non c’era. Su assessment, verbali o slide, basta un dettaglio per fare danno.
Dati fuori dal perimetro
spesso citato
Cosa succede se caricate feedback 360°, CV o documenti interni su chat pubbliche o tool non approvati?
I limiti li vediamo nel Modulo 1; dati e regole nel Modulo 4.
Casi emersi dal form
Le vostre idee
Non partiamo dalla teoria: avete già scritto casi concreti nel form. Vi riconoscete? Manca qualcosa?
Contenuti e comunicazione
Testi e slideManuali specificiTono di voce
Redigere contenuti con un tono diverso ogni volta, senza appiattire lo stile e far suonare tutto uguale.
Processi quotidiani
Sintesi documentiVerbali riunioniListe e prospectingReport e prototipi
Survey, revisione testi, automazioni: ciò che oggi fate a mano e vorreste alleggerire.
In comune a tutti
Capire quale strumento conviene al proprio ruolo, e con quali regole usarlo.
Nel Modulo 4 ogni gruppo ne sceglie uno e lo mappa con i guardrail visti oggi.
09:55 – 10:00
Cosa ci porteremo a casa
Pensate a una sola cosa concreta che volete provare al lavoro, con l’AI e con regole chiare, prima del follow-up del 20 luglio.
Non serve una lista lunga: conta l’idea che vi portate via e che potete mettere in pratica subito.
Obiettivo della giornata
Usare l’AI con metodo
Tre cose concrete: capire come funziona (e dove non fidarsi), tirarne fuori di più con prompting e strumenti personalizzati, e applicarla a comunicazione e produttività.
A fine giornata, ognuno esce con almeno una bozza prodotta con l’AI e le regole per farlo senza rischi.
Modulo 1 · 10:00 – 11:15
Come funziona (e dove non fidarsi)
Dal motore ai limiti: capirlo quel tanto che basta per fidarvi al punto giusto
Obiettivo del modulo · 3 min
Capire il motore, per fidarvi meglio
Non dovete diventare tecnici. Vi serve un modello mentale di come “ragiona” l’AI: con quello, sapete già prevedere quando fidarvi e quando controllare.
Come funziona
Cosa fa davvero, sotto, quando vi risponde.
Dove sbaglia
Perché a volte inventa, con tono sicuro.
Come difendervi
Poche mosse per non farvi fregare.
Filo del modulo: prima il motore, poi i limiti, infine come lavorarci sopra. Alla fine lo mettete alla prova nel laboratorio.
Come ragiona · 7 min
Prevede la parola dopo, non “sa”
Legge quello che avete scritto, calcola quale parola è più probabile che venga dopo, la scrive, e ripete. Miliardi di volte, imparando da tantissimo testo.
Cos’è
Un sistema statistico bravissimo con il linguaggio: ricompone schemi visti in fase di addestramento.
Cosa non è
Non “capisce” e non ha coscienza. Non consulta una verità: costruisce la risposta più plausibile.
Immaginatelo come un completamento automatico potentissimo. Da qui viene il bello, la scioltezza sul linguaggio, e il brutto: può costruire una frase perfetta anche quando è falsa.
Cosa ha in testa · 6 min
Ha letto tanto, fino a una certa data
Se predice sulla base di ciò che ha letto, la domanda diventa: cosa ha letto, e fino a quando?
Sa in generale
Schemi del linguaggio e nozioni diffuse, fino alla sua data di addestramento.
Non sa il recente
Quello che è successo dopo quella data gli è ignoto, a meno che non glielo diciate voi.
Non conosce voi
Procedure, documenti e dati interni non sono lì dentro: se non glieli date, li immagina.
Ricorda “in modo sfocato” ciò che ha letto: non ha un archivio da consultare. Ecco perché sui dettagli precisi va sempre verificato.
Quanta memoria ha · 6 min
Ricorda solo la conversazione
Oltre a cosa ha studiato, conta cosa tiene a mente adesso: dentro una chat considera ciò che avete scritto, ma la memoria è limitata.
Dentro la finestra
Se incollate testo, contesto ed esempi, li usa qui e ora per rispondere meglio.
Fuori dalla finestra
Chat vecchie, allegati non forniti, dettagli oltre il limite: per lui non esistono più.
Conseguenza pratica: se volete una risposta buona, il materiale glielo dovete passare voi. È esattamente il mestiere del Modulo 2.
Di cosa fidarsi · 7 min
Forte sul linguaggio, debole sui fatti
Mettendo insieme le tre cose, predice, ha una data limite, ha memoria corta, si capisce subito dove appoggiarsi e dove no.
Ci si può appoggiare
Scrittura e riscrittura, sintesi di testi che gli fornite, bozze, traduzioni, brainstorming, struttura di documenti e slide.
Serve prudenza
Dati, numeri, citazioni, nomi, date: tutto ciò che “sembra vero” ma va verificato. E i dati sensibili: dove finiscono?
Regola pratica: più il compito è verificabile e basato su ciò che gli date, più potete lasciargli spazio.
Quando sbaglia · 6 min
Quando sbaglia e sembra avere ragione
Ha un nome: allucinazione. Il modello non dice mai “non lo so”. Quando la risposta non ce l’ha, la costruisce lo stesso.
Inventa
Nomi, date e citazioni che sembrano veri, ma non esistono.
Convince
Stesso tono sicuro di quando ha ragione: nulla vi avverte che sta sbagliando.
Sbanda di più
Sulle domande aperte, dove non c’è una sola risposta giusta.
Perché succede? Riempie i buchi con ciò che suona bene: è costruito per rispondere sempre, non per ammettere i limiti.
Come difendersi · 5 min
Quattro mosse per non farvi fregare
Sapere come funziona serve a questo: poche abitudini che riducono il rischio senza rallentarvi.
Date voi il materiale
Più lavora sui vostri testi, meno inventa.
Chiedete le fonti
E controllatele: se non esistono, l’avete beccato.
Diffidate dei numeri
Cifre, date e citazioni si verificano, sempre.
Incrociate
Se conta davvero, confermate da una seconda fonte.
Ora lo proviamo sul campo: nel laboratorio dovete trovare gli errori nascosti in output che sembrano a posto.
Laboratorio · 35 min · tutti insieme
Trovate l’errore
Sul maxi-schermo
Apro un assistente AI e gli faccio una ricerca su temi che conoscete a menadito: DISC, spinte motivazionali, intelligenza emotiva, storia di TTI.
La consegna
Leggete la risposta da esperti. Chi nota qualcosa che non torna lo dice ad alta voce: verifichiamo insieme, in diretta.
Qui gli esperti siete voi, l’AI no. La domanda vera: quante di queste risposte avreste inoltrato senza controllare?
Prompting e personalizzazione: tirar fuori di più dagli strumenti che avete già
Obiettivo del modulo · 4 min
Dategli il contesto giusto
Nel Modulo 1 avete visto il rovescio della medaglia: senza contesto il modello riempie i buchi e inventa. Qui giriamo la frittata: come dargli il contesto giusto per tirarne fuori di più.
Chiedere meglio
Strutturare la richiesta e iterare, invece di sperare.
Nutrirlo bene
Fonti vostre o ricerca sul web, sapendo quando usarle.
Salvare
Ciò che funziona diventa un modello riutilizzabile.
Stessi strumenti che avete già (Gemini, NotebookLM): cambia solo quanto ci sapete parlare.
I quattro ingredienti · 8 min
Un buon prompt ha una struttura
Ruolo
“Agisci come un consulente HR che scrive per manager”. Dategli un punto di vista.
Contesto
A chi vi rivolgete, l’obiettivo, i vincoli, cosa evitare.
Formato
Lunghezza, tono, struttura: elenco, tabella, bozza di email.
Esempi
Un esempio di come lo volete vale più di dieci aggettivi.
Gli output “legnosi” di solito non sono colpa del modello: è un prompt povero. Più ingredienti mettete, più la risposta è vostra e non generica.
Prima e dopo · 8 min
Lo stesso compito, due prompt
Prompt povero
“Scrivimi una mail per proporre un assessment a un cliente.”
Esce una mail generica, da brochure, adatta a nessuno.
Prompt ricco
Ruolo: consulente TTI SI. Destinatario: HR manager di un’azienda manifatturiera. Obiettivo: proporre un colloquio conoscitivo, non vendere. Formato: max 120 parole, con oggetto e una call to action leggera. Più una mail di riferimento che vi piace.
Stesso modello, stesso minuto. Cambia solo quanto gli avete detto: sono i quattro ingredienti in azione.
Iterare, non indovinare · 8 min
Il prompt è una conversazione
Raramente esce perfetto al primo colpo, e va benissimo così. Il valore vero è nel secondo e nel terzo giro.
Correggete
“Troppo formale, accorcia, togli il punto 2.” Ditegli cosa non va.
Chiedete alternative
“Dammi tre versioni con tagli diversi.” Poi scegliete.
Fatelo ragionare
“Prima di scrivere, elenca cosa ti serve sapere da me.”
Chi tratta il prompt come un pulsante si ferma alla prima risposta mediocre. Chi lo tratta come un dialogo arriva a qualcosa di buono.
Due modi di trovare informazioni · 9 min
Fonti chiuse o web aperto
Quando l’informazione conta davvero, avete due strade. Non sono in gara: servono a cose diverse.
NotebookLM · fonti chiuse
Caricate voi i documenti (manuali, articoli, il vostro materiale). Risponde solo da lì, con citazioni cliccabili. Preciso e verificabile.
Deep Research (Gemini) · web aperto
Gli affidate una ricerca: naviga decine di fonti e vi scrive un report citato. Ampio, ma da controllare: è il web, non la vostra verità.
Regola: fonti chiuse per la precisione sul vostro materiale, web aperto per esplorare. In entrambi i casi, aprite le citazioni prima di fidarvi.
Salvare ciò che funziona · 8 min
Smettete di ripartire da zero
Gems (Gemini)
Salvate ruolo, tono e regole una volta sola. Richiamate l’assistente già pronto per un compito ricorrente.
Prompt salvati
Il prompt ricco che ha funzionato non si butta: diventa un vostro modello, da riusare e migliorare nel tempo.
Il vantaggio non è conoscere “il prompt magico”: è avere una piccola libreria di prompt che funzionano per i vostri compiti ricorrenti.
Laboratorio · 45 min · hands-on
Due mondi, una domanda
Scegliete un caso vero del vostro lavoro e affrontatelo con tutti e due i mondi.
1 · fonti chiuse (NotebookLM)
Caricate le vostre fonti e chiedete con un prompt strutturato (ruolo, destinatario, formato). Aprite le citazioni: si è appoggiato davvero alle fonti?
2 · web aperto (Deep Research, Gemini)
Impostate una ricerca sullo stesso tema e lanciatela subito. Mentre gira, rifinite lo scope. Poi rivedete l’output da scettici, con le quattro mosse del Modulo 1.
Uscite con due prompt riutilizzabili e la chiarezza su quale mondo usare, per un compito che fate spesso.
Pranzo
Pausa Pranzo · 60 min
13:00 – 14:00
Tempo per mangiare e scambiare due parole lontano dallo schermo.
Modulo 3 · 14:00 – 15:45
Comunicazione e produttività
Mani sugli strumenti che avete già: Gemini, NotebookLM e le Gems, sui vostri casi reali
La vostra postazione · 5 min
Dove lavoriamo, adesso
Tutto quello che avete imparato stamattina, ora lo mettete in pratica negli strumenti che avete già dentro Workspace.
Gemini
L’assistente per scrivere, riscrivere, riordinare. E la Deep Research per esplorare.
NotebookLM
Le vostre fonti fidate: risponde da lì, con citazioni cliccabili.
Gems
Un assistente su misura, con ruolo e tono salvati una volta per tutte.
Una Gem in quattro mosse: nome, ruolo, tono e regole, esempi. Sono gli stessi ingredienti del prompt, salvati per sempre.
Laboratorio 1 · 50 min · la vostra Gem
Costruite la vostra Gem di comunicazione
Insieme, passo passo
Creiamo una Gem “voce TTI SI”: ruolo, tono, cosa evitare, un paio di esempi di testi che vi piacciono. Le fonti di riferimento stanno in NotebookLM.
Poi tocca a voi: adattate la Gem al vostro cappello (GNV, DEA, il vostro).
Stesso brief con e senza Gem: quanto cambia la voce?
Rifinite le regole finché il tono è vostro, non “da AI”, e salvatela.
Deliverable: una Gem funzionante che scrive nella vostra voce. L’AI porta all’80%, l’identità resta vostra.
Laboratorio 2 · 50 min · produttività
Il lavoro che vi ruba tempo
La consegna
Scegliete un compito ripetitivo vostro (verbale di riunione, sintesi di un documento, riordino di una lista, bozza di survey) e fatelo dall’inizio alla fine dentro Gemini e NotebookLM.
Stimate quanto tempo vi prende oggi a mano.
NotebookLM se il compito parte da documenti; Gemini per scrivere e riordinare.
Verificate il risultato e salvate il prompt o la Gem che funziona.
Alla fine: quanto tempo avete risparmiato, e cosa non deleghereste mai.
Caffè
Pausa · 15 min
15:45 – 16:00
Modulo 4 · 16:00 – 17:15
Strumenti, regole e freno umano
Quale tool per quale compito, dove finiscono i dati, dove serve la testa
Fare ordine · 5 min
Tre domande, ogni volta
Tutto il pomeriggio avete usato gli strumenti. Ora facciamo ordine: prima di aprire l’AI per un lavoro, rispondete a tre domande.
Quale strumento?
Quello giusto per quel compito, non quello di moda.
Quali dati?
Cosa ci mettete dentro, e dove vanno a finire.
Quale controllo?
Chi verifica prima che esca dalla porta.
Sono le stesse tre colonne che userete nel laboratorio, alla fine del modulo, sul vostro processo.
Quale strumento · 15 min
Quale tool per quale compito
Compito
Strumento
Perché
Sintesi da fonti interne
NotebookLM
Cita le fonti, inventa poco
Ricerca esterna
Gemini Deep Research / Perplexity
Cerca sul web, ma verifica
Scrittura e bozze
Gemini
Integrato nel vostro Workspace
Slide e visual
Canva + Gemini
Già nel vostro flusso
Casa base Gemini (è il vostro ecosistema, impostato per non addestrare) e Canva per il visual. Un’app nuova si aggiunge solo per un vantaggio chiaro: ogni strumento in più è una curva di apprendimento in più.
Quali dati · un pizzico di privacy · 15 min
Dove finiscono i vostri dati
Ambiente Google aziendale
Impostato per non addestrare i modelli sui vostri dati. È il posto giusto per i materiali interni.
Chat pubbliche e tool gratuiti
Il contenuto può essere conservato e riutilizzato. Niente dati sensibili: assessment, CV, feedback dei clienti.
Trade-off onesto: più collegate le app e condividete, più funzioni sbloccate, ma esponete più dati. E le regole cambiano (EU AI Act, NIS2): oggi conta scegliere con criterio, non per abitudine.
Approfondimento · EU AI Act
EU AI Act: l’AI ordinata per rischio
Il primo regolamento europeo sull’AI. Non vieta la tecnologia: la classifica per livello di rischio e chiede più garanzie dove l’impatto sulle persone è alto.
Rischio inaccettabile
Vietati: social scoring, AI manipolatoria, sorveglianza biometrica di massa. Divieti già in vigore dal 2025.
Alto rischio
AI per selezione, valutazione e gestione del personale. Obblighi: supervisione umana, trasparenza verso le persone, qualità dei dati.
Vi tocca da vicino: usare l’AI per valutare candidati o persone è “alto rischio”. Gli obblighi erano attesi per agosto 2026, ma sono appena stati rinviati a dicembre 2027.
Approfondimento · NIS2
NIS2: alzare l’asticella della sicurezza
Non parla di AI, parla di cybersicurezza. In Italia è legge dal 2024 (D.lgs. 138/2024): più settori coinvolti, misure minime obbligatorie e incidenti da segnalare in fretta.
Cosa chiede
Misure di sicurezza tecniche e organizzative di base, e notifica degli incidenti: pre-avviso entro 24 ore, dettaglio entro 72.
Vi riguarda?
Forse non come soggetti obbligati diretti, ma vi arriva dalla filiera: i clienti in obbligo chiedono garanzie a fornitori e partner.
Si collega all’attacco che avete subito: NIS2 è esattamente la spinta a dotarsi di misure, fermarsi davanti a un’anomalia e sapere a chi segnalare.
Approfondimento · in pratica
Cosa significa per voi, oggi
Tracciare
Sapere dove usate l’AI su dati di persone (assessment, selezione) e con quali strumenti.
Umano nel loop
Nessuna decisione automatica sui candidati: la valutazione finale resta di una persona.
Dati nel posto giusto
Materiali sensibili nell’ambiente aziendale, non nei tool gratuiti.
Le date slittano, i principi no: trasparenza, supervisione umana, dati protetti. Muovetevi con criterio adesso, senza aspettare la scadenza.
Quale controllo · il freno umano · 15 min
Dove la testa resta insostituibile
L’AI corre veloce. Su pagamenti, decisioni sulle persone e comunicazioni ufficiali serve una verifica umana.
Perché conta
Phishing e deepfake oggi sono credibili: nel caso Arup una finta videocall del “CFO” è costata 25,6 M$. Video e voce non bastano più come prova.
La difesa
Verifica su un canale separato (telefonata a numero noto), nessuna esecuzione automatica su operazioni critiche.
L’automazione corre veloce. La responsabilità resta a chi firma.
Il copione · freno umano
La fretta è sempre parte della truffa
Le truffe cambiano forma, ma il copione è quasi sempre lo stesso. Se riconoscete lo schema, non ci cascate.
I segnali
Un’autorità (il capo, un fornitore, la banca), una richiesta insolita (bonifico, buoni regalo, dati, nuovo IBAN) e una fretta che non lascia tempo di pensare.
La regola d’oro
Fermarsi, cambiare canale, confermare. Riagganciate e richiamate voi sul numero noto. Un minuto di verifica batte qualsiasi truffa.
Nessuno vi rimproverà mai per aver verificato. La fretta lavora per il truffatore, mai per voi.
Casi reali · freno umano
Casi reali, e la mossa giusta
Chiamata dal numero del capo
“Serve un bonifico urgente” o “comprami dei buoni Amazon”. Il numero sembra giusto (spoofing). Mossa: riattaccate e richiamate il capo sul numero che conoscete. Se non ne sa nulla, era una truffa.
Mail del vostro responsabile
Vi esorta a un pagamento o a condividere dati, con tono urgente. Mossa: prendetevi il tempo, alzate il telefono, confermate a voce prima di agire.
Videocall con un dirigente
Volto e voce sembrano veri, ma possono essere un deepfake (caso Arup). Mossa: nessuna operazione critica solo su video o voce, confermate su un canale separato.
Fornitore che cambia IBAN
Una mail annuncia nuove coordinate bancarie per la prossima fattura. Mossa: telefonate al fornitore sul numero già in rubrica prima di pagare.
Nel vostro lavoro · freno umano
Anche nel vostro mondo
Non è solo questione di bonifici: il freno umano serve anche nei vostri processi di tutti i giorni.
Il candidato che non torna
In un colloquio da remoto identità, CV o referenze possono essere costruiti con l’AI. Mossa: verificate identità e referenze, non fermatevi alla prima impressione.
Il report che parte da solo
Un documento scritto dall’AI con una cifra o un nome cliente sbagliato, inviato così com’è. Mossa: una rilettura umana prima che esca dalla porta, come nel Modulo 1.
Lo stesso principio ovunque: l’AI porta la bozza, la persona mette la firma. Il controllo finale non si delega.
Laboratorio · 25 min
Mappate un vostro workflow
La consegna
Prendete un processo che avete toccato oggi e disegnatelo con le tre domande di apertura: dato, strumento, controllo.
1. Dato
Quali dati? Sono sensibili? Dove risiedono?
2. Strumento
Quale tool? Con quali regole?
3. Controllo
Chi verifica? Cosa non si delega?
Deliverable: una bozza di processo che potete provare già da domani, e che portiamo al follow-up del 20 luglio.
17:15 – 18:00
Wrap-up e prossimi passi
Checkpoint. Abbiamo capito come funziona, migliorato i prompt e prodotto con l’AI: ci siamo?
Cosa provate già questa settimana, e cosa evitate.
La checklist da tenere sulla scrivania.
Follow-up online · lunedì 20 luglio · 14:00 – 18:00
Domande aperteCosa provo subitoCosa porto al follow-up
Follow-up · 20 luglio
Dove andiamo la prossima volta
Approfondiamo
Prompting avanzato, notebook tematici, personalizzazione spinta sui vostri casi reali.
La frontiera: gli agenti
Cosa sono, dove hanno senso e dove no per una realtà come la vostra. Senza infrastruttura, per capire.
Portate i vostri casi: la seconda giornata la costruiamo su quelli.
Takeaway · da tenere sulla scrivania
Checklist per usarla bene
Scegli lo strumento
Fonti interne → NotebookLM · ricerca → Gemini/Perplexity · dati sensibili solo nell’ambiente aziendale.
Chiedi bene
Ruolo, contesto, formato, un esempio · salva i prompt che funzionano · personalizza gli strumenti.
Verifica
Controlla numeri, date e citazioni · apri le fonti · se sembra troppo sicuro, insospettisciti.
Freno umano
Su pagamenti e decisioni sulle persone: verifica su canale separato · la firma finale resta umana.
Per il facilitatore
Mantenere l’energia
Regola dei 10 min
Ogni dieci minuti di spiegazione, una domanda alla sala.
Piccoli premi
Simbolici, per chi trova errori o chiude i casi prima.
Alzatevi
Nei gruppi, lavagne e post-it. Cambiare postura aiuta a restare svegli.
Suggerimento: premi S per aprire le note relatore · ESC per la panoramica · F per il fullscreen.
Grazie.
L’AI accelera, la testa resta la vostra. Un caso d’uso alla volta, con metodo. Ci rivediamo online lunedì 20 luglio · 14:00 – 18:00